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I brand della moda al G7
Pubblicato da Redazione Blumine il 24/08/2019 - 1 commento - visualizzazioni: 198
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L’industria della moda si è  guadagnata un ruolo  nel dibattito internazionale sui cambiamenti climatici. Un fatto –non scontato fino a qualche anno fa- dovuto in parte alla reputazione di industria ad alto impatto ambientale e in parte al dialogo che i brand globali intraprendono ormai da alcuni anni con i propri stakeholder, e in primo luogo con i consumatori.

La presenza dei principali marchi del fashion al G7 –presenza per altro sollecitata da Macron attraverso il capo di Kering Francois-Henri Pinault- conferma questo trend. Come hanno evidenziato i giornali di tutto il mondo alla vigilia del G7 i cui lavori si sono aperti oggi, 24 agosto 2019, 32 imprese internazionali della moda e del tessile hanno siglato il primo Fashion Pact, condividendo una serie di obiettivi che rimandano a 3 macro finalità: arrestare il riscaldamento globale, difendere le biodiversità, salvare gli oceani. Non manca chi pensa che a spingere la crescente sensibilità green dei brand globali vi sia la consapevolezza di come stia crescendo la cultura dell'acquisto consapevole in particolare tra i giovani. L’incremento degli acquisti sulle piattaforme e nei negozi di seconda mano come Depop nel Regno Unito, Thredup e   The RealReal  negli Stati Uniti e YCloset in Cina, è certamente un segnale non trascurabile. E poi ci sono le strategie finanziarie degli investitori  e delle società di rating che prendono in considerazione fattori come i cambiamenti climatici nella gestione del rischio. 

Tra i firmatari del Fashion Pact anche imprese italiane come Ferragamo, Moncler, Armani, Prada, Ermenegildo Zegna,  Armani, Gucci, Bottega Veneta, Brioni, Pomellato, DoDo (questi ultimi del gruppo Kering ma operativi in Italia). Ecco l’elenco dei sottoscrittori: Adidas, Burberry, Capri Holdings Limited (Versace, Michael Kors, Jimmy Choo), Chanel, Ermenegildo Zegna, Carrefour, Everybody&Everyone, Fashio3, Fung Group, Galeries Lafayete, Gap, Giorgio Armani, H&M Grpup, Hermes, Inditex, Karl Lagerfeld, Kering, La Redoute, Matchesfashion.com, Moncler, Nike, Nordstrom, Prada Group, Ralph Lauren,Puma, Pvh (Calvin Klein, Tommy Hilfiger), Ruyi, Salvatore Ferragamo, Selfridges Group, Stella McCartney, Tapestry.

Qui il testo completo dell'impegno.


  
Pubblicato da Redazione Blumine il 24/08/2019
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Commenti
Da Fabio Guenza il 27/08/2019 10.32
Intervista a Marenzi e Vago: https://www.ilsole24ore.com/art/sostenibilita-imprese-italiane-siamo-prima-linea-anni-ACztDyf




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