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Il lino (e la canapa) tornano nelle valli bergamasche
Pubblicato da Aurora Magni il 19/05/2018 - 0 commenti - visualizzazioni: 1684
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Un’iniziativa promossa dal Linificio e Canapificio Nazionale - Gruppo Marzotto, ci regala un viaggio nel passato quando le valli dell’Italia del Nord nelle calde giornate di giugno si rivestivano di azzurro per la fioritura del lino. Una tradizione agricola praticamente abbandonata per quanto il lino sia una pregiata fibra tessile ma anche una pianta importante per l’industria agroalimentare e cosmetica grazie ai semi sfruttati come integratori alimentari e per la produzione di oli notoriamente ricchi di omega 3. 

L’idea di seminare e coltivare lino con criteri biologici in un ettaro di terreno a Astino avrà forse sorpreso la comunità locale ma pare sia stata accolta con entusiasmo: il territorio è infatti molto sensibile alla valorizzazione delle biodiversità.

L’iniziativa è biennale e  porta quindi la firma  di un’azienda leader europea della lavorazione delle fibre ‘liberiane’ e delle amministrazioni locali che la sostengono attraverso il coinvolgimento di enti competenti: l'Orto Botanico "Lorenzo Rota", il Parco regionale dei Colli di Bergamo, la Fondazione MIA - Soc. Valle d'Astina s.r.l. e l'Associazione Produttori Agricoltori Biologici della Valle d'Astino.

La semina è avvenuta  ad aprile ed ora si è in attesa della fioritura che visti i capricci del tempo potrebbe farsi attendere ma che promette di essere uno spettacolo, tanto che i promotori hanno pensato di indire un concorso fotografico per immortalare l’evento e farlo apprezzare oltre i confini locali.

Un modo per valorizzare un territorio –sottolineano i promotori- ma anche per far conoscere ed apprezzare le due più antiche piante tessili, un momento esplicativo quindi, ma finalizzato anche a testare la resa produttiva della coltivazione.

Dall’ettaro  coltivato, grazie alle tecniche agricole innovative e al monitorato con sensori posizionati nel terreno, si potranno raccogliere 6 tonnellate di steli dai quali si otterranno 1000 kg di lino e 400 kg di canapa che lavorati daranno vita a 15mila km di filati pari a 4mila m2 di tessuto.

Così, l’AD di Linificio e Canapificio Nazionale Pierluigi Fusco Girard ha illustrato il progetto: ‘Nella sua storia il Linificio e Canapificio Nazionale ha sempre avuto un rapporto “circolare” con il territorio, in tutti i luoghi dove erano ospitati gli stabilimenti del gruppo. Dopo la riorganizzazione dell’azienda, c’è stata una perdita parziale di questo contatto con il territorio, una prospettiva che intendiamo recuperare, partendo da tre capisaldi, che sono collegati agli aspetti intrinseci del territorio stesso e del Linificio: attenzione alla sostenibilità, alla tradizione ed all’innovazione. La sostenibilità ambientale è in parte nella fibra lino, la fibra più sostenibile e perfetto esempio di economia circolare, in parte nel processo produttivo ed in parte nel gruppo Marzotto, molto attento anche alla dimensione sociale della sostenibilità. La tradizione è, nei quasi 150 anni di esperienza e conoscenza, una tradizione che si tramanda di generazione in generazione, dal 1873. Per quanto riguarda l’innovazione, il territorio ne ha fatto il suo cavallo di battaglia e il Linificio non è da meno, sempre all’avanguardia sia per i prodotti linieri che per i macchinari internamente disegnati, progettati e costruiti. Oggi la sostenibilità diventa sempre più sinonimo di circolarizzazione, anche tra innovazione e tradizione, tra impresa e territorio”.

Il Linificio Canapificio Nazionale è dal 1985 parte del Gruppo Marzotto. Annualmente produce 4,5 milioni di kg di filati tessili  di alta qualità. Ha sviluppato una linea di lino biologico, Bioflax, certificato EKO Sustainable Textile, che attesta che la materia prima proviene da campi non trattati né da pesticidi né da preparati chimici e che il filato è lavorato con prodotti che rispettano severe disposizioni biologiche, candeggio e tintura, con ricette e coloranti approvati G.O.T.S.. 

 

 


  
Pubblicato da Aurora Magni il 19/05/2018
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