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Il Parlamento Europeo approva il pacchetto sull’economia circolare. Che interessa molto moda e tessile
Pubblicato da Redazione Blumine il 22/04/2018 - 0 commenti - visualizzazioni: 1318
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E’ durato anni il dibattito in UE sul cosiddetto ‘pacchetto sull’economia circolare’ ma finalmente è stato approvato con larghissima maggioranza il 18 aprile scorso (580 voti favorevoli su 661). Un risultato che porta la firma di una donna italiana, Simona Bonafè, che con legittimo entusiasmo ne ha sintetizzato le novità più salienti durante il dibattito tenutosi a Milano il 20 aprile, in pieno Salone del mobile.

Tecnicamente si tratta di una  revisione di quattro direttive sulla gestione dei rifiuti che dovrà poi essere adottata dai Paesi membri dell’Ue entro due anni ma che stabilisce obiettivi importanti: almeno il 55% dei rifiuti urbani domestici e commerciali dovrà essere riciclato, obiettivo che salirà al 60% nel 2030 e al 65% nel 2035. Il 65% dei materiali da imballaggio dovrà invece essere riciclato entro il 2025 e il 70% entro il 2030. Questo significa che per i capi d’abbigliamento post consumo si aprono nuovi scenari: la differenziata anche per la frazione tessile passerà dalle iniziative per lo più gestite da ong e da enti privati alla raccolta differenziata sistematica entro il 2025. E se si pensa che il consumo pro capite di prodotti moda procapite in Europa è quantificato intorno ai 13 kg anni (ma in Italia sono 16) si capisce quanto  sia importante gestire la faccenda con logiche nuove.

‘Si tratta –ha sottolineato la relatrice- di sostituire un modello per certi versi ancora lineare in cui il riciclo è ancora una buona pratica poco estesa a uno circolare. I vantaggi? Enormi, sia  in termini di riduzione dei conferimenti in discarica e dei costi relativi (la sola Italia nel 2016 ha smaltito in discarica 26,9 milioni di tonnellate di rifiuti, circa 123 chili pro capite), sia in termini di produzione  di CO2eq. Senza dimenticare che l’economia circolare genera opportunità occupazionali rilevanti (si stimano 500mila nuovi posti di lavoro in Europa), stimola la ricerca e l’innovazione, modifica i modelli di consumo. In particolare la normativa serve a modificare un modello lineare i cui costi ambientali sono noti con uno che focalizza l’attenzione sulla prevenzione dei rifiuti, vero obiettivo dell’economia circolare’.

Segui il dibattito che si è svolto a Milano su questo tema:

https://www.facebook.com/MateriaRinnovabile/videos/1668067876580565/?hc_ref=ARS8kz-IRrbd0od4wYtmSb2eNlu6I_7bvNVCjYB4dTLD2DHQgFOwAUP83SQpsmB3EwY

 


  
Pubblicato da Redazione Blumine il 22/04/2018
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