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La seta è sempre più sostenibile: Taroni spa
Pubblicato da Aurora Magni il 05/04/2016 - 0 commenti - visualizzazioni: 4083
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Taroni spa è un setificio storico posizionato nel cuore del distretto serico comasco. L’azienda ha sempre fatto della tradizione tessile  un punto di forza senza però rinunciare ad essere  un’attenta  interprete dei cambiamenti culturali, estetici e tecnologici in atto nel mercato.

La cura del dettaglio e della qualità è nel dna di questa azienda dalla storia antica, come ci racconta Michele Canepa: “Taroni da sempre cerca di offrire ai clienti tessuti di alta qualità. Fin dagli inizi del  secolo scorso Amedeo Taroni, il fondatore, era famoso per la ricerca e la selezione delle armature idonee ad ottenere i tessuti più perfetti. Per migliorare gli spazi produttivi negli anni ’60 era stata ricostruita la fabbrica ancora nella città di Como dove da fine ‘800 sorgeva la vecchia tessitura. Il Dr. Porlezza, l’erede di Amedeo Taroni, continuò a produrre le qualità di tessuti di seta più eccellenti. Dopo aver acquistato la Taroni nel 1999, nel 2007 ho deciso di trasferire la produzione  e gli uffici dalla sede storica in città di Como Via Morazzone, in un moderno stabilimento a Grandate Via Mantero 20, dotato degli impianti tecnologici all’avanguardia progettati da Gherzi di Zurigo. Abbiamo avviato nel 2008 anche il laboratorio interno che poi abbiamo riorganizzato e potenziato 3 volte seguendo le indicazioni della nostra Responsabile Qualità, la Signora Margherita Gaffuri. Investire in ricerca è fondamentale per rimanere competitivi nella fascia alta del mercato”.

Dal 16 marzo 2016 Taroni spa compare nell’elenco delle imprese tessili che hanno aderito alla campagna Detox lanciata da Greenpeace. Come è nata questa decisione?

“Abbiamo sempre cercato di rispettare gli standard più alti non contenti degli obiettivi proposti dal Capitolato Serico. Dopo aver ottenuto la Traceability & Fashion, che garantisce il controllo del nostro ciclo di lavoro, l’abilitazione alla produzione Gots, abbiamo trovato interessanti gli obiettivi di Detox per ulteriormente migliorare i nostri standard interni. Abbiamo ritenuto utile avviare la procedura per sottoscrivere l’impegno  Detox per l’eliminazione di tutte le sostanze chimiche pericolose dalla filiera tessile e della moda.   Primo obiettivo di tutti questi sforzi è qualificare il Made in Italy del nostro tessuto, rispetto alle produzioni provenienti dall’Oriente che  molto spesso non sono assolutamente controllate e qualificate”.

Come hanno reagito i  fornitori e i clienti  a questa scelta?

“Quasi tutti i nostri fornitori hanno reagito positivamente collaborando al massimo. Difficoltà si incontrano soprattutto nel ciclo di stamperia a causa  della scarsità di prodotti chimici specifici in generale e soprattutto per il settore della seta che è un distretto tessile piccolo, meno dello 0,5% del tessile mondiale. Dai produttori di coloranti e ausiliari ci aspettiamo quindi  un contributo in termini di ricerca e sperimentazione di sostanze ecologicamente sicure. Per quanto riguarda i clienti, pochi, soprattutto gli italiani, per il momento sono veramente preparati per comprendere queste problematiche. I tre più importanti gruppi francesi e alcuni italiani (che già sostengono la campagna Detox) hanno però da tempo sviluppato molte attività nel settore del controllo qualità”.

Come giudica le posizioni assunte da Camera della Moda e da Sistema Moda Italia in materia di sicurezza chimica?

“Da alcuni anni in SMI abbiamo cercato di sollevare il problema dei controlli e degli standard con il progetto Capitolati. Nel 2002 era stato sviluppato il Capitolato Tessuti Serici e poi nel 2013 ufficialmente SMI ha approvato il Capitolato Cotoniero, Laniero, Liniero e Serico. Finalmente nel 2015 SMI e Camera Nazionale della Moda hanno iniziato a discutere di questi argomenti e iniziato delle riunioni di confronto. CNMA ha da fine 2014 avviato un progetto con Tessile e Salute dopo che nel 2011/2012 aveva avviato un progetto di lavoro sul tema della sostenibilità sociale e ambientale della moda. Ho partecipato a quelle riunioni presiedute dalla Sig.ra Anna Zegna. Per il momento SMI e CNMA sono ancora allo sviluppo di intenzioni generali e non ben definite come Detox”.

E’ opinione di alcuni imprenditori che non si possano eliminare dalle lavorazioni determinate sostanze senza compromettere la qualità del tessuto, è d'accordo?

“Effettivamente, soprattutto il ciclo della stampa evidenzia notevoli difficoltà, perché in molti casi manca la collaborazione delle case di coloranti e perché le nostre lavorazioni sono molto frastagliate con tempistiche brevissime. Comunque se qualche difficoltà si può incontrare durante le fasi di campionatura, per la produzione delle merci si può e si deve riuscire ad eliminare tutti i punti critici”.

Quali altre iniziative sta conducendo e intende promuovere la Taroni sulla sostenibilità?

Come spiegato, nel 2015 oltre che riorganizzare e potenziare per la terza volta il laboratorio interno, abbiamo riorganizzato il layout del magazzino per meglio controllare i percorsi dei tessuti, abbiamo inserito delle nuove macchine per marcare i tessuti e così controllare il loro riconoscimento durante i cicli di lavorazioni interni ed esterni (marchiamo ogni pezza 5 volte). Tutto per migliorare il controllo e la memorizzazione delle informazioni. Per il momento abbiamo programmato di consolidare gli obiettivi già raggiunti. Siamo impegnati per l’avvio della vendita online.  Dopo l’estate fisseremo dei nuovi obiettivi anche in funzione delle richieste che di volta in volta ci fanno i principali clienti.

 


  
Pubblicato da Aurora Magni il 05/04/2016
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