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Lana sucida per recuperare il petrolio e risanare il mare
Pubblicato da Aurora Magni il 02/04/2011 - 1 commento - visualizzazioni: 6255
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La lana grezza è idrorepellente  ed è in grado  di assorbire gli olii in quantità 10 volte superiore al proprio peso. Può quindi  assorbire il petrolio fuoriuscito da petroliere.

E’ quanto è stato spiegato da Luciano Donatelli, Ceo  SignBox/RPB e Presidente dell’Unione Industriali di Biella, nel corso dell’incontro con la stampa tenutosi a Milano alla fine di marzo.

Un’intuizione importante, alla base di un importate progetto che i protagonisti raccontano così.

 Nell’estate del 2010, a fronte delle notizie dei ripetuti fallimenti per bloccare i milioni di barili che continuavano a riversarsi nel Golfo del Messico, il Presidente dell’Unione Industriali di Biella,  chiede a Mauro Rossetti, Direttore dell' Associazione Tessile e Salute, di interrompere le proprie vacanze per verificare le possibilità di sfruttare tecnologicamente quella proprietà della lana.

Noi che Rossetti lo conosciamo,  non fatichiamo ad   immaginarlo  a trafficare (come viene raccontato) con lana e olii vari nel proprio garage di casa.  Fatte così le prime positive verifiche ecco  il coinvolgimento di Mario Ploner, Amministratore Delegato di Tecnomeccanica Biellese, che assieme ad un team di tecnici ed ingegneri, avvia la progettazione del sistema tecnologico capace di recuperare il petrolio sversato in acqua. Perché, una volta capito che la lana sucida il petrolio lo raccoglie, il problema è come fare a gestire tutta la faccenda che necessita di una nave attrezzata allo scopo.

Ed è proprio la nave l’ oggetto del brevetto.

“La nave– spiega Mario Ploner - prevede una capacità di serbatoio pari ad un milione di litri ed una stiva per lana sucida pulita adeguata per 10.000 kg. ed una seconda stiva sotto coperta per la lana esausta, che peserà circa 28.000 kg avendo una parte di idrocarburo che non si rilascia alla spremitura”.

Secondo i progettisti  con 10 tonnellate di lana sucida è possibile recuperare ben 950 tonnellate di petrolio, pari a 6.350 barili, perché la stessa lana può essere impiegata per almeno una decina di volte. In quanto al petrolio raccolto questo può essere  processabile in una qualsiasi raffineria.


  
Pubblicato da Aurora Magni il 02/04/2011
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Commenti
Da Fabio Guenza il 04/04/2011 10.03
Interessantissima prova d'italico ingegno! A prevenire non siamo tanto forti, ma a curare...
E' possibile che venga utilizzato per pulire aree già colpite? O bisognerà aspettare (purtroppo) il prossimo disastro? Proprio oggi si parla di nuove trivellazioni BP nel Golfo del Messico http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-04-03/trivellazioni-golfo-messico-162051.shtml?uuid=AaqAMuLD




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