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L'anima tessile del tabacco
Pubblicato da Aurora Magni il 26/07/2012 - 0 commenti - visualizzazioni: 4023
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 Una notizia che piacerà ai sostenitori delle tinture naturali. Grazie ad un finanziamento erogato da finanziatori canadesi e quantificato, stando a quanto riporta la stampa in un milione di dollari,  Ploughboy, una società di Raleigh,  nel North Carolina,  ha sviluppato un metodo per  ottenere fibre tessili, coloranti naturali e oli essenziali dalle piante di tabacco  coltivati con metodo biologico. Il tabacco presenterebbe un'ottima fibra liberiana, dicono i ricercatori, ma a causa del maggior valore del fogliame destinato a sigarette e sigari, nessuno ci ha mai pensato prima. Ora, con il calo del consumo di nicotina, ecco che si aprono nuove possibilità di utilizzo della pianta.

Il processo a circuito chiuso e in fase di brevetto, è stato messo a punto con il contributo di  ricercatori della North Carolina State University e prevede il trattamento delle piante per ottenere materiale fibroso con diossido di ammoniaca e  anidride solforosa. Il liquame ottenuto dalla disidratazione delle fibre viene destinato alla produzione di pigmenti tintoriali. I coloranti ottenuti, ritengono i ricercatori, non necessitano di mordente per essere fissati ai tessuti.

Mentre scrivo mi rendo conto di non essere stata molto chaira nella descrizione del processo alla base della produzione della fibra che, così come l'ho trovato descritto, fa pensare ad una fibra artificiale. Occorrerà aspettare settembre per saperne di più. 

L’azienda, la cui  Ceo è Suzanne De Vall, presenterà infatti i tessuti realizzati e tinti con il tabacco già alle prossime fiere autunnali.

http://ploughboyorganics.com/ploughboy-organics/

 


  
Pubblicato da Aurora Magni il 26/07/2012
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