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L’economia circolare sbarca a Linea Pelle
Pubblicato da Aurora Magni il 22/02/2019 - 0 commenti - visualizzazioni: 730
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Un bel convegno con interventi interessanti e storie progettali che meritano di essere seguite.

Il coordinamento affidato a Rossella Sobrero, ‘anima’ del Salone CSR che si terrà in Bocconi i primi di ottobre.

Riportiamo alcuni dei contributi presentati.

Il primo intervento, di Marco Valli ( Confindustria) ha ricordato gli effetti della sindrome di Nimby (letteralmente Not In My Back Yard) che fa si che i termovalorizzatori di biomasse siano tra i progetti più contestati. Per questo ogni iniziativa di economia circolare non può prescindere da un’azione di informazione e sensibilizzazione. In ogni caso l’Italia ‘non è all’anno 0’ in fatto di recupero e riciclo ed è in grado di affrontare le sfide introdotte dal Piano EU per la circular economy. E’ però importante che si parta dall’eco progettazione finalizzata ad evitare sprechi e scarti e a ridurre i consumi.

Pier Luigi Porta (Enea) ha introdotto il concetto di simbiosi industriale come chiave di lettura di processi di rivitalizzazione di territori e filiere intorno ad una idea di trasformazione e trasferimento di scarti trasformati in materiali di valore da un soggetto all’altro. A questo scopo è nata Symbiosis, piattaforma digitale per la gestione della domanda e offerta di rifiuti. Ha ricordato l’attività svolta nell’ambito del progetto UE Lifetan dedicato alla sostenibilità del processo di concia e recentemente conclusosi.

Per UNIC ( interventi di Paolo Gurisatti e Fabiana Orlandi) la pelle è per definizione un materiale circolare, non solo perché  scarto dell’industria agroalimentare ma per l’utilizzo di materie prime seconde nei trattamenti a cui è sottoposta (il cromo, ad esempio, è un sottoprodotto del processo di galvanica siderurgica, i tannini vengono dall’agroalimentare etc). Inoltre gli scarti stessi del processo di concia sono ricchi di sostanze di pregio utilizzabili nell’alimentare (pectine), nella cosmesi e nell’industria farmaceutica (collagene) oltre che fertilizzanti. Il recupero stesso dell’acqua di processo rientra in questo approccio circolare che interessa in particolare i distretti conciari.

Massimo Neresini ( Sicit 2000) ha fornito ulteriori elementi a sostegno della circolarità della concia: l’Italia è leader nella produzione di biostimolanti per l’agricoltura il cui utilizzo ha la funzione di aiutare le coltivazioni nell’affrontare stress ambientali (ad esempio le alterazioni climatiche). Dai reflui della preconcia è inoltre possibile ottenere ritardanti per la presa del gesso utilizzati nell’edilizia.

Per Nicola Andreanini (Aquarno) la sostenibilità della concia passa anche attraverso l’ottimizzazione dei processi di depurazione dei reflui che grazie ai trattamenti biologici consentono di ridurre i fanghi destinati alla discarica sia in termini di vol

umi che di inquinanti (possono essere ad esempio usati per realizzare cementi e sottofondi stradali) e di riusare interamente l’acqua di processo.

Fondamentale la fase dell’ecodesign per Roberto Vago (Assomac) che ha ricordato che a fronte di 1 tonnellata di pelle greggia si ottengano a fine ciclo solo 300 kg di pelle conciata ma volumi ingenti di scarti. E’ infatti necessario prevenire le difettosità della pelle durante la vita dell’animale, ottimizzare il taglio, valorizzare gli scarti trasformandoli, una volta macinati e legati con addensanti appositi, ad esempio in suole e oggettistica varia.

Interessanti gli esempi di riciclo nel design creativo presentati da Monica Buzzoni di Regenesi.

Porta Iphone di Regenesi  realizzato con tute a fine vite di Dainese


  
Pubblicato da Aurora Magni il 22/02/2019
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