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L’Italia del riciclo. Il rapporto 2012
Pubblicato da Aurora Magni il 10/01/2013 - 1 commento - visualizzazioni: 3333
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In Italia solo il 33% dei rifiuti urbani viene recuperato, poca cosa  rispetto alla media europea del 42%. Dopo di noi solo il Portogallo (19%) e la Grecia (18%). Senza dimenticare che l’ottobre scorso la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia per le 102 discariche non conformi e ha chiesto per il nostro paese il pagamento di una multa di 56 milioni di euro, più un’ammenda giornaliera di 250.000 euro per ogni giorno di ritardo nell’adeguamento delle citate discariche alla direttiva europea. Le discariche italiane, ovviamente, sono strapiene perché ancora le raccolte differenziate non funzionano come dovrebbero: quasi la metà dei rifiuti prodotti (il 49% contro la media europea del 30%) finisce in discarica, ben 15 milioni di tonnellate ogni anno. Il che è davvero drammatico se pensiamo che in alcune regioni del Sud il dato peggiora: oltre il 60% e in Sicilia arriviamo a un gagliardo 93%.

Queste e altre notizie nel rapporto "L'Italia del Riciclo", promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da FISE Unire (l'Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e che, partendo da confronti con la situazione europea, ci spinge a qualche seria considerazione. In Austria il 70% dei rifiuti urbani viene finalizzato al recupero di materia prima e la percentuale scende ma di poco in Germania e Belgio (62%) Paesi Bassi (61%) Svezia (50%) e Danimarca (42%), paesi che il rapporto cita come buone pratiche da imitare considerato che  smaltiscono in discarica tra lo 0 e il 3% dei rifiuti.

In Italia recuperiamo sotto forma di materia solo il 20% dei rifiuti (escluso il compostaggio), contro una media europea del 26%.

Le soluzioni? Certo rendere più oneroso lo smaltimenti dei rifiuti in discarica potrebbe spingere ad una prassi di separazione e recupero degli scarti per tipologia merceologica ma sappiamo come l’approccio sanzionatorio non sia di per sé risolutivo (presente gli scarti inerti ammucchiati nei boschi, eternit compreso?) serve soprattutto sviluppare il business del recupero e del riciclo, dare valore agli scarti incentivandone la trasformazione in nuova materia prima o calore.

Il caso dei rifiuti tessili

Come noto la raccolta di capi tessili è finalizzata ad azioni di tipo assistenziale e gestita direttamente da enti convenzionati su regolamenti comunali.

E’ una prassi, ci dice il rapporto, in costante aumento ed ha raggiunto nel 2010 quota 80.300 tonnellate. Grazie ad un accordo sottoscritto nel marzo 2012 da CONAU (Consorzio nazionale abiti e accessori usati) e ANCI per lo sviluppo della raccolta della frazione tessile dei rifiuti urbani, si dovrebbe triplicare entro il 2020 il livello attuale e arrivare a circa 240.000 tonnellate complessive di rifiuti tessili recuperate. Non è chiara nel rapporto la distinzione tra riuso e riciclo ma probabilmente non è tanto una carenza degli estensori quanto un ritardo metodologico del sistema: sono ancora scarse (e spesso legate a progetti di ricerca quindi ad iniziative non sempre a regime) le iniziative di riciclo alla “pratese”, per intenderci.

 Che ne è degli pneumatici?

Nel 2011, leggiamo  sono state generate 350.000 tonnellate  di scarti. 75.000 tonnellate (21%) sono andate al recupero di materia (campi di calcio, ciabattato in ingegneria civile, arredo urbano e stradale, acciaio),  180.000 ton (51%) sono andate a recupero energetico e 85.000 ton all’estero. Per il 28% la destinazione non è nota o è la discarica.

 Nell’insieme la situazione è critica, diciamo, per iniziare l’anno con qualche nota positiva, che ci sono ampi margini di miglioramento.

 http://www.fondazionesvilupposostenibile.org/f/Documenti/Riciclo+2012/tessile_veicoli_fuori_uso.pdf


  
Pubblicato da Aurora Magni il 10/01/2013
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Commenti
Da franco francesca il 11/01/2013 15.39
io riciclo i tessuti come e' accaduto per il mio ultimo progetto Calendario 2013 dedicato a Gianni Versace
http://newscampania.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6708%3Acalendario-2013-di-gianni-versace-la-moda-etica-del-sannita-franco-francesca-tra-i-protagonisti&catid=1314%3Ain-evidenza&Itemid=15

‘L'armonia dei contrasti '. Le collezioni prendono forma dal mix di elementi diversi , tessuti, culture e stili, grazie ai suoi numerosi viaggi in paesi differenti. I capi possono essere adattati a diverse misure , e soprattuto che rispetto l'ambiente!!


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