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L'OFFERTA DI CSR: la Green Italy cresce, il green fashion un po’ meno. Ma buone notizie da Solofra!
Pubblicato da Fabio Guenza il 30/11/2011 - 0 commenti - visualizzazioni: 4245
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4 volte positiva la Green economy : più investimenti, più innovazione, più internazionalizzazione, più occupazione (circa 50/50 tra specifica e indotta): ecco in sintesi il risultato del recente studio Greenitaly (progetto Unioncamere e Symbola), presentato il 14/11 in Assolombarda a Milano.

Quasi un quarto (23,9%) delle imprese italiane nella crisi punta sulla green economy. Una visione strategica diffusa da nord a sud, nell’industria (27% complessivo e 27,7% nel manifatturiero) più che nel terziario - 22,1%: lo stesso valore sfiorato dal tessile abbigliamento (22,2%), che si piazza ad un triste penultimo posto nel comparto.
Sono 370mila, 150mila industriali e quasi 220mila dei servizi, le imprese che tra il 2008 e il 2011 hanno investito o investiranno in tecnologie e prodotti green.
Il 34,8% di esse è presente sui mercati esteri, quota quasi doppia rispetto a quella rilevata per le imprese che non puntano sulla sostenibilità ambientale (18,6%). Una proiezione internazionale che si accompagna a una proiezione nell’innovazione, ingrediente strategico per anticipare e la concorrenza e distinguersi da essa.
Anche per quanto riguarda l’occupazione, la green economy sembra possedere una marcia in più, tanto che nel 2011 il 38% delle assunzioni programmate dalle imprese è riconducibile alla sostenibilità ambientale. Si tratta di più di 220.000 sul totale di quasi 600.000. Di queste circa la metà, 97.600 assunzioni sono legate a professioni green in senso stretto (legate agli ambiti delle energie rinnovabili, gestione delle acque e rifiuti, tutela dell’ambiente, green mobilities, green building ed efficienza energetica).

Sempre nell’ambito di Greenitaly, si registra il “Programma per la realizzazione di un marchio di eco-compatibilità del Distretto di Solofra”, partito nel 2008 ed entrato nel vivo nel 2009 su iniziativa del Tavolo di Concertazione del Progetto Integrato “Distretto industriale di Solofra”, destinato a contribuire al rilancio economico-produttivo dell’area. In attesa dei dati 2011, si registra il dato che proprio nel 2010 su 2009, esportazioni, saldi commerciali e utili aggregati sono tornati a crescere per la prima volta dal 2001.

 

 

 

L’iniziativa vede capofila la CCIAA di Avellino, soggetto attuatore dell’intervento finanziato dalla regione Campania, e un’ampia partecipazione multi-stakeholder (PA locale; organizzazioni sindacali della parte datoriale e dei lavoratori; consorzi). La CCIAA è titolare del Marchio  di eco-compatibilità “Distretto conciario di Solofra” e verifica il suo corretto e legittimo uso in conformità agli scopi e alle disposizioni del relativo disciplinare.

Principali risultati (scarica qui la presentazione completa):

  1. Ottenimento (2009) dell’attestato di Ambito Produttivo Omogeneo EMAS: Solofra è l’unico APO del sud Italia;
  2. Definizione (2009) del Manuale e Procedure tipo per le concerie, di supporto alle aziende al fine di ridurre i costi necessari per il percorso di registrazione EMAS;
  3. Marchio di eco-compatibilità del Distretto Conciario di Solofra: alla data il Marchio è stato rilasciato a 7 concerie e richiesto da altre 19 aziende;
  4. Separazione tra acque reflue civili e industriali del Comune di Solofra e completamento della rete fognaria civile del Comune di Montoro Superiore (evitando il verificarsi di sversamenti nel torrente Solofrana);
  5. Studio comparativo sulla gestione dei rifiuti nei distretti conciari di Solofra, Arzignano e Santa Croce. Lo studio ha evidenziato che:
    • soltanto il 28,6% dei rifiuti conciari prodotti nel Distretto di Solofra viene gestito nella stessa provincia, contro il 99% di Santa Croce e il 79% di Arzignano.
    • Nei distretti di Santa Croce e Arzignano si sono sviluppati una serie di strutture e servizi per la gestione dei rifiuti (smaltimento e/o riutilzzo) dettati dalle esigenze del territorio stesso e delle imprese.
    • La carenza infrastrutturale del Distretto di Solofra si traduce così in maggiori costi per le imprese e conseguenti svantaggi competitivi.

L’iniziativa è quindi destinata a ulteriori sviluppi, sia sul lato del marketing territoriale che su quello industriale.

E la domanda di CSR? Vai al post …


  
Pubblicato da Fabio Guenza il 30/11/2011
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