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Marche – Etiopia: un progetto di cooperazione con al centro la pelle
Pubblicato da Redazione Blumine il 20/07/2019 - 0 commenti - visualizzazioni: 446
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Si chiama ULCE, Leather Clusters Empowerment in Addis Ababa il progetto sviluppato da UNIDO che coinvolge CVM –Comunità volontari per il Mondo - Ethiopia e imprese marchigiane. L’obiettivo: sviluppare iniziative di cooperazione che supportino lo sviluppo economico dell’Etiopia attraverso la filiera della pelletteria.

Innanzitutto: perché l’Etiopia? Perché con 52 milioni di bovini, a cui si aggiungono 23 milioni di capre e 27 milioni di pecore, l’Etiopia è il primo produttore di pelle in Africa e il decimo al mondo.  Un patrimonio   esportato in tutto il mondo ma che crea poco lavoro e valore aggiunto per il Paese. La produzione di scarpe, borse e capi d’abbigliamento in pelle, fatica infatti a trovare spazio nel mercato nazionale ed internazionale, essendo i manufatti realizzati essenzialmente manualmente da manodopera prevalentemente femminile poco formata e non in grado di garantire i necessari standard  di qualità.

Le potenzialità economiche dell’Etiopia sono state già colte dalla Cina che sta impiantando grandi fabbriche sfruttando i vantaggi del basso costo del lavoro.

Patendo da queste considerazioni negli ultimi anni UNIDO e la Cooperazione Italiana hanno iniziato ad organizzare  gli artigiani in gruppi di acquisto e di vendita abbattendo così i costi di produzione e migliorando l’accesso ai mercati. Nella città di Addis Ababa sono inoltre nati tre cluster, strutture dove le imprese artigiane gestiscono la loro produzione e condividono iniziative comuni. Due di essi sono stati selezionati come beneficiari target del nuovo progetto finanziato migliorare la qualità della produzione e rafforzare il posizionamento sul mercato locale ed internazionale anche creando un marchio comune. Si tratta di:

  • EIFCCOS (Ethio International Footwear Cluster Cooperative), un cluster impegnato soprattutto nella produzione di scarpe, composto da 173 tra medie, piccole imprese e microimprese che danno lavoro ad oltre 2.500 persone, soprattutto donne.
  • LOMI, una cooperativa di 9 imprenditrici donne che danno lavoro a circa 15 dipendenti ciascuna, specializzata nella produzione di borse e prodotti in pelle.

E’ in questo contesto che si inserisce il progetto di CVM, in risposta ad un bando della Cooperazione italiana in Addis Abeba. Il progetto, della durata di 18 mesi, vuole rafforzare le competenze professionali della rete locali di produttori aggregati nei  cluster. I campionari di calzature sviluppati saranno inoltre presentati alle prossime edizioni di Linea Pelle.

Sul fronte italiano il progetto vede la partecipazione di  Dami srl che da anni si occupa di produrre suole per calzature e che ha già aperto una filiale in Addis Abeba, di  Lauro Designer S.A.S. di Scoccia Simone & C., una piccola azienda familiare che da 50 crea modelli di calzature per i produttori italiani e di tutto il Mondo, e dell’Opera Don Ricci, un’eccellenza fermana nella formazione professionale dei giovani che da alcuni anni ai suoi numerosi corsi ha aggiunto un percorso triennale di qualificazione per operatori del settore calzaturiero.

Fonte: CVM

 


  
Pubblicato da Redazione Blumine il 20/07/2019
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