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Milano Unica 2013 e l’ottimismo della ragione
Pubblicato da Aurora Magni il 10/09/2013 - 0 commenti - visualizzazioni: 3031
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 Sostenere il manifatturiero tessile equivale ad un accanimento terapeutico. Era questa l’autorevole opinione de l’Economist nel 2005 ma per fortuna gli imprenditori del nostro settore  hanno tenuto duro e guardato avanti affrontando la crisi più dura dal dopoguerra. Non senza morti e feriti, certo. Ma siamo ancora qui. Lo ricordava il presidente Silvio Albini nel suo discorso di inaugurazione di Milano Unica ad una sala gremita di imprenditori e giornalisti. Un discorso con i piedi per terra, che delinea i punti di forza del settore senza sottovalutarne le debolezze. Un settore capace di innovarsi, che ha imparato a giocarsi sui mercati internazionali, a rivedere i propri modelli di business ma che ha spesso dimenticato di coltivare i nuovi talenti e senza questi è difficile rinnovarsi davvero. In questo contesto il tema della  sostenibilità è citato con calore perché se i consumatori sono sempre più attenti  a ciò che acquistano e capaci di comparazioni, la nostra industria ha i numeri per affrontare questa partita. Ha la cultura della legalità e della responsabilità sociale, la creatività e la competenza tecnologica per competere nel mercato globale.

Un tema caro anche a Angela Missoni, che non ha certo bisogno di presentazioni e che in un intervento appassionato ha espresso la necessità che la filiera tessile e della moda si ricongiunga  concretizzando nei fatti un made in Italy che non è uno slogan ma un modo di fare industria: materiali e processi eccellenti comunicati con gli strumenti nuovi della comunicazione. Attraverso il web soprattutto. Si arriva a ipotizzare un marchio che dia massima visibilità al prodotto italiano: Quality Italy.

Anche la politica, rappresentata dal viceministro allo sviluppo economico Carlo Calenda porta messaggi di impegno concreto: iniziative a sostegno dell’internazionalizzazione soprattutto perché è nei mercati mondiali che l’Italia tessile gioca la sua partita con i risultati migliori. Certo se i Governo avrà un futuro, cosa difficile da dire oggi.

E c’è la fiera vera con gli espositori e i campionari negli stand allestiti.

Nei corridoi dei padiglioni il via vai dei visitatori ha l’agitazione di sempre, le statistiche delle affluenze ci diranno se questa sarà un’edizione di successo. Ad attirare l’attenzione dei visitatori anche gli allestimenti di Woolmark Company che ha animato piazza Duomo con un gregge di pecore a ricordare l’importanza per la nostra economia dell’agroalimentare e dell’industria della lana.

Naturalmente un’ altra iniziativa caratterizza questa edizione: il catalogo dei tessuti e degli accessori sostenibili che Blumine/sustainability-lab ha realizzato. Ma questo già lo sapete.  

Un pannello di 10 metri nel padiglione 2 stigmatizza l’iniziativa.

  


  
Pubblicato da Aurora Magni il 10/09/2013
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