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Milano Unica. Canepa: una bella storia di sostenibilità
Pubblicato da Aurora Magni il 12/09/2013 - 2 commenti - visualizzazioni: 4238
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Di Canepa e del suo SavetheWater si era già parlato a Milano Unica nel febbraio scorso ed è entusiasmante sentire che a distanza di sei mesi l’azienda è andata avanti ottenendo risultati davvero significativi. E se la presentazione dell’avanzamento lavori è anche occasione per dialogare con Greenpeace tutto diventa ancora più interessante. Andiamo per ordine.

In una sala a ffollata di addetti ai lavori e giornalisti  e sotto la regia calda e competente di Paola Maugeri, ecologista appassionata oltre che conduttrice di trasmissioni musicali di successo, è toccato a Carlotta Saibene, imprenditrice di seconda generazione e volto giovane dell’azienda, riprendere le fasi più significative dell’attività di Canepa.  All’inizio del 2013 l’azienda aveva annunciato l’introduzione, con il marchio SAVEtheWATER®, di una nuova tecnologia brevettata che consente nelle fasi di tintura e finissaggio di ridurre fino a 12 volte la quantità di acqua utilizzata e fino al 90% i consumi energetici e le emissioni di CO2 rispetto agli standard in uso nell’industria tessile.  

La tecnologia, studiata in collaborazione con il CNR Ismac di Biella, è al momento applicata ai tessuti superleggeri ma sarà presto estesa a tutti i tessuti prodotti dall’azienda. Grazie a questa tecnologia Canepa ha lanciato il messaggio “si può tessere senza PVA”. Contrariamente a quanto in uso nella tessitura dei superleggeri in chasmere e seta, il processo di Canepa infatti non prevede l’aggiunta in ordito di un filo in materiale idrosolubile (PVA) che necessita per essere eliminato di ca 300 litri di acqua calda a chilogrammo di fibra trattata. Il nuovo processo si avvale infatti di una nuova  tecnologia brevettata  a base di chitosano estratto da crostacei, materiale  altamente performante  e biodegradabile che può essere eliminato con poca acqua (ca 20litri x chilogrammo di fibra) e a basse temperature.

Ma un’altra notizia merita di essere riportata: è in fase di partenza uno stabilimento produttivo tessile a ridotto impatto ambientale in Puglia. Come dire: non solo la sostenibilità paga ma crea posti di lavoro in una delle regioni più belle del nostro paese, ma anche più provate dalla crisi.

 “Uno dei punti di forza di Canepa –ha commentato Marco Ricchetti di Blumine, società scelta da Canepa a supporto delle proprie strategie sulla sostenibilità- è quella di avere una visione a 360 gradi. Perché se è vero che l'innovazione è nel dna del sistema della moda, poche aziende hanno la capacità di inserirla in una visione che consenta di porsi nello stesso tempo come soggetto  tecnico in grado di dare un contributo alla soluzione di problemi ambientali e insieme culturale, capace cioè di dialogare con stakeholders e con i movimenti ambientalisti”.

Importante il contributo di Greenpeace alla discussione. Il senso di campagne come Detox e The Fashion Duel è quello di spingere i  brand ad assumersi precise responsabilità rispetto alla qualità ambientali delle loro produzioni. “Il guanto verde della nostra campagna richiama tanto l’idea di fare pulizia quanto il lancio di una sfida -ha spiegato la responsabile di Greenpeace Italia Chiara Campione.- Una sfida lanciata a 15 case di moda affinchè eliminino sostanze chimiche inquinanti , controllino la supply chain, riducano  gli effetti devastanti delle loro lavorazioni dandosi obiettivi concreti e misurabili.”  

Una sfida che qualcuno ha già raccolto. E’ il caso di Valentino ma ci auguriamo che altri brand della moda decidano di impegnarsi seriamente in questo senso. La Settimana della moda è alle porte, ci piacerebbe leggere-sentire dichiarazioni in questo senso.

Ma per essere sostenibili le case di moda hanno bisogno di tessuti ed accessori sostenibili.

Per questo l’esperienza di Canepa ha un importante significato per tutto il settore. E’ la dimostrazione che un’impresa manifatturiera può studiare e mettere in campo soluzioni tecniche innovative ed ecologiche senza rinunciare a realizzare tessuti belli per il mercato del lusso. Se mai ci fossero ancora dubbi, è questo il momento di ricomporre la filiera tessile italiana. All’insegna della sostenibilità:  questa è la nostra sfida.


  
Pubblicato da Aurora Magni il 12/09/2013
Archiviato sotto fatti/attualità

Commenti
Da Marco Ricchetti il 14/09/2013 09.35
I tre video delle interviste proiettati durante la conferenza sono visibili a questo link https://www.sustainability-lab.net/it/forum/group-forum/eventi-fiere-convegni-e-altro/canepa-spa-sulla-sostenibilita-a-milano-unica.aspx

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