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Milano Unica è pronta per la sostenibilità?
Pubblicato da Aurora Magni il 14/09/2012 - 4 commenti - visualizzazioni: 3915
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L’edizione Milano Unica di settembre 2012 è stata aperta ieri, 11 settembre,  all’insegna dell' “ottimismo della ragione” rafforzato dalla presenza del premier  Mario Monti.

Di Monti e del suo intervento non parleremo, la stampa se ne è già occupata abbondantemente. Ci interessa cogliere alcuni aspetti di questa Milano Unica  2012 ed in particolare riprendere alcuni temi dell’intervento del presidente Silvio Albini. A partire dallo stato del  comparto tessitura che sebbene mostri nei primi 6 mesi del 2012  un calo del 15,4% sull’anno precedente, registra comunque una lieve ripresa sul 2010. Ma sono soprattutto  il clima che si coglie  tra gli espositori, ha sottolineato Albini, la consapevolezza di essere tutt’altro che un comparto maturo (non è matura un’industria  che ogni 6 mesi rinnova la propria gamma prodotti), il cambiato atteggiamento dei consumatori interessati a tessuti di qualità a dare speranze per il futuro. Del resto, ha sottolineato Albini, il settore, nonostante la congiuntura, ha mostrato un miglioramento del saldo commerciale (+17,2% rispetto alla prima metà del 2011). Inoltre l'Italia resta il primo esportatore mondiale nel segmento laniero, il secondo in quello liniero e serico mentre nei prodotti in cotone e nella maglieria vanta comunque un quarto e un quinto posto.

E’ sempre bene cercare di vedere il “bicchiere mezzo pieno” premiando lo sforzo di chi sta tenendo duro, continua a investire risorse in questo settore e non possiamo che apprezzare la passione  nelle parole del presidente di Milano Unica. Bello il passaggio sulle competenze dei lavoratori (che restano comunque oltre 480 mila nella sola filiera produttiva del tessile moda), bello il richiamo al legame identificatorio impresa-famiglia che spinge a “pensare a tempi lunghi”. Un attivismo imprenditoriale che rende credibili le richieste al governo che si concentrano sui temi della flessibilità organizzativa, del costo dell’energia, del peso fiscale.

Del resto la fiera Milano Unica esce bene da questo biennio critico come testimoniano la presenza a Pechino nel marzo scorso di 95 aziende tessili italiane ed in numeri stessi dell'edizione milanese in corso che con oltre 450 espositori si conferma essere la vetrina dell’eccellenza tessile. Bella anche l’attenzione dedicata ai giovani stilisti.

Ci chiediamo allora se Milano Unica sia pronta a rappresentare e valorizzare la ricerca che molte imprese stanno compiendo nella definizione di una loro presenza sul mercato in chiave ecologica ed etica.

Siamo sempre più convinti che il mercato sia pronto a valorizzare non solo il bello, non solo il fatto bene, ma anche il valore ecologico dei manufatti e dei processi ed una gestione etica delle dinamiche produttive e commerciali globali. Il manifesto lanciato da Camera della Moda, il moltiplicarsi di iniziative e di eventi sul tema della sostenibilità nella moda e nel design vanno in questa direzione.

E Milano Unica a che punto è su questo fronte?

 


  
Pubblicato da Aurora Magni il 14/09/2012
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Commenti
Da Mafalda Mafalda il 14/09/2012 16.52
Certo, molti si riempiono la bocca di sostenibilità, responsabilità, etica e poi non fanno nulla o fanno il contrario (consiglio la lettura de “L’intermittenza” di Camilleri, uno straordinario giallo Montalbano-free). Ma un discorso, una strategia si misurano dalle parole dette e anche da quelle non dette. Il richiamo generico poi ai tempi lunghi senza menzionare la sostenibilità dà il senso della vaghezza delle strategie, per non dire dell’incuranza rispetto al tema, e della distanza tra le associazioni e i soci, tra cui molti che invece ce l’hanno presente eccome!



Da Daniela Scardi il 24/09/2012 12.04

Milano Unica non è solo la vetrina dell’eccellenza tessile. E’ -e vuole essere- anche il contesto espositivo in cui le imprese esprimono il loro impegno alla sostenibilità, al rispetto dell’ambiente e alla responsabilità sociale. La moda sostenibile è ormai un fenomeno reale, ha assunto dimensioni mondiali ed è soprattutto un terreno in cui il Made in Italy possiede ottime carte competitive ed esprime la propria autentica cultura progettuale e produttiva. Per il tessile italiano non si tratta infatti solo di esportare prodotti belli ed innovativi. Si tratta di diffondere una visione delle relazioni economiche basate su sensibilità ambientale, difesa dei diritti dei lavoratori, rispetto dei consumatori. Valori che Milano Unica ritiene irrinunciabili e che si impegna a valorizzare e promuovere.

Ufficio Stampa di Milano Unica



Da Aurora Magni il 26/09/2012 08.57
Grazie per questo comunicato. E' una dichiarazione che toglie dubbi sull'interesse della presidenza e del management della fiera in merito allo sviluppo di un tessile sostenibile. Ne siamo contenti. Ora aspettiamo di conoscere con che modalità questa sensibilità si concretizzerà. Saremo lieti di dare spazio ad idee e suggerimenti.



Da UBERTO CAPETTINI il 27/09/2012 09.10
Tra il dire ed il fare,c'è di mezzo il mare.Non ho visto da parte di Milano Unica, nelle "direction" della p/e 2013 e a/i 2013/14 o in altre iniziative,indicazioni o promozioni verso la sostenibilità.Oltretutto,il mondo dello stile è interessato all'argomento solo quando può suscitare interesse ,se di attualità comunicativa e non altro.
Per quanto riguarda il mondo dei tessuti "eco",mi sono arreso a togliere dalla collezione i prodotti bio ed il "natural color cotton" perchè in realtà non sono capiti o accettati per quello che sono.

Uberto Capettini


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