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Nasce il Consorzio Italiano Implementazione Detox (C.I.D.).
Pubblicato da Aurora Magni il 27/10/2016 - 0 commenti - visualizzazioni: 2647
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Il Consorzio è promosso da Confindustria Toscana Nord che, come noto, da circa  un anno ha lanciato in Toscana un’ampia iniziativa per stimolare l’adesione delle aziende del territorio alla campagna  Detox di GreenPeace.   La  nuova organizzazione si pone l’obiettivo di promuovere un modello di produzione tessile sostenibile ed innovativo a livello nazionale ed internazionale.

Il progetto è stato presentato ieri (mercoledì 26 ottobre) nel corso di una conferenza stampa presso la biblioteca Lazzerini di Prato alla presenza di Chiara Campione e Giuseppe Ungherese di Greenpeace.

I programmi futuri del Cid riguardano  il supporto tecnico e operativo alle aziende associate affinché rispettino gli standard previsti dal protocollo Detox e la promozione di strumenti di conoscenza ed innovazione tecnologica dei processi produttivi.

Al CID aderiscono attualmente 23 aziende del distretto pratese che hanno già sottoscritto l’impegno Detox di Greenpeace .

Blumine srl  valuta positivamente questa iniziativa: ogni  sforzo  volto a dare coesione e visibilità alle imprese che hanno accettato la sfida lanciata da Greenpeace è un passo avanti. La  costruzione di reti sinergiche tra imprese impegnate sul tema della sicurezza chimica è importante anche in funzione del “post 2020”, anno che segna la conclusione  della campagna di Greenpeace ma certo non la fine dell’impegno delle imprese tessili per la liberazione della moda da sostanze inquinanti e pericolose.

Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati i risultati di uno studio, condotto dal laboratorio di analisi BuzziLab e dal Cid,  su circa 1200 coloranti utilizzati comunemente nei processi tintoriali , da cui sono state estratte 228 sostanze  che rappresentano circa il 90% di quelle  utilizzate a livello mondiale nelle filiere tessili.

Lo studio si è concentrato sulla ricerca di 4 degli 11 gruppi di sostanze: Ammine aromatiche, Alchifenoli Etossilati, Clorofenoli e Ftalati nei prodotti analizzati. I risultati mostrano  che il 70% dei coloranti esaminati sono contaminati per presenza di sostanze chimiche pericolose, rilevate a concentrazioni superiori ai limiti previsti da Detox, mentre soltanto una percentuale “irrisoria” (0,8%), non risulterebbe conforme ai limiti auto-imposti dalle aziende e dai brand aderenti a Zdhc Foundation (Zero Discharge Hazardous Chemicals).

“La ricerca presentata oggi va a individuare le fonti di contaminazione nascoste nei coloranti e consente di poter scegliere prodotti conformi allo standard Detox. Un  lavoro che dimostra la serietà dell’impegno preso dalle aziende pratesi” ha commentato Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace Italia.

A seguito della conferenza stampa si è svolta, al Museo del Tessuto di Prato, la tavola rotonda: “Come la filiera del sistema moda italiano sta affrontando la sfida della sostenibilità” con la partecipazione di Andrea Crespi (Sistema Moda Italia), Renato Lambiente (Miroglio Fashion srl) ed Alberto Gallina (Benetton Group).


  
Pubblicato da Aurora Magni il 27/10/2016
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