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Non dimenticare il Rana Plaza
Pubblicato da Redazione Blumine il 24/04/2018 - 0 commenti - visualizzazioni: 1073
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Sono trascorsi 5 anni dal crollo del Rana Plaza a Dacca (Bangladesh) che è costato la vita a oltre 1100 lavoratori e lavoratrici tessili e provocato centinaia di feriti. Un evento drammatico che il sistema moda non può dimenticare ma che deve assumere a simbolo di tutto ciò che non deve esistere nella supply chain della sua industria: sfruttamento, esposizione dei lavoratori a rischi e ad ambienti insalubri, non riconoscimento dei diritti.

Ma non si tratta di una semplice commemorazione. A distanza di 5 anni la Campagna Abiti Puliti (sezione italiana della Clean Clothes Campaign) e i suoi alleati hanno lanciato una campagna di pressione sui marchi internazionali affinché si assumano le loro responsabilità nel garantire fabbriche sicure in Bangladesh firmando l’Accordo di Transizione 2018.

L’Accordo di Transizione 2018 –leggiamo nel comunicato stampa dell’associazione- porta avanti il lavoro svolto con l’attuale Accordo per la prevenzione degli incendi e sulla sicurezza degli edifici in Bangladesh sottoscritto nel 2013, a partire dalla scadenza del prossimo maggio, per assicurare la continuità dell’impegno a garantire la sicurezza nelle fabbriche (al 1° marzo l’85% degli interventi riparatori in tema di sicurezza identificati durante le ispezioni iniziali sono stati completati). Pertanto, convinta che tutti i lavoratori del tessile e dell’abbigliamento che producono in Bangladesh abbiano il diritto a non temere per le loro vite nei luoghi di lavoro, la Clean Clothes Campaign chiede a tutti i marchi che si riforniscono in quel Paese, e non l’hanno ancora fatto, di sottoscrivere l’Accordo di Transizione 2018.

http://www.abitipuliti.org/news/rana-plaza-5-anni-dopo-i-marchi-devono-firmare-il-nuovo-accordo/


  
Pubblicato da Redazione Blumine il 24/04/2018
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