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Nonifenoli e tossilati nell’acqua dei fiumi e delle falde
Pubblicato da Redazione Blumine il 22/03/2012 - 0 commenti - visualizzazioni: 3727
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(Articolo scritto da: DANIELE BERINGHELI)

Mi viene in mente  un  italianissimo  commento   ..” cornuti e mazziati” : infatti,  oltre ad assistere alla totale inerzia e disinteresse  della politica di fronte alla  progressiva quanto rapida  estinzione delle aziende tessili italiane, oltre a  dover riscontrare con tristezza  che nel contempo italianissimi brand della moda si arricchiscono senza produrre nulla in Italia, ci mancavano  solo, per noi ed i nostri figli,  i  nonifenoli  ed i tossilati riscontrati su   quattordici prodotti tessili di vari marchi.   Ma perché non si fanno mai i nomi??

 Eccovi l’articolo pubblicato da Affariitaliani.it: :

"In vista della Giornata Mondiale dell'acqua del 22 marzo, Greenpeace pubblica il rapporto "Panni Sporchi 3", che rivela come alcune sostanze pericolose usate per la produzione di abiti di grandi marche dell'abbigliamento vengono rilasciate nell'ambiente dopo il lavaggio degli articoli in lavatrice. Una volta disperse in acqua, queste sostanze non sono trattenute dai sistemi di depurazione e si trasformano in nonilfenolo, un composto tossico e in grado di alterare, anche a livelli molto bassi, il sistema ormonale dell'uomo. L'indagine di Greenpeace, condotta su quattordici prodotti tessili di vari marchi misura per la prima volta la variazione delle quantita' di nonilfenoli  e tossilati presenti nel tessuto prima e dopo il lavaggio domestico. In quasi la meta' dei campioni, oltre l'80 per cento di nonilfenoli etossilati presenti nel tessuto appena comprato sono fuoriusciti dopo un solo lavaggio. "

I risultati di questa indagine dimostrano che l'impatto dell'industria dell'abbigliamento non si ferma al Paese di produzione ma arriva ai Paesi consumatori creando un ciclo globale dell'inquinamento tossico.

Le aziende tessili devono affrontare il problema e impegnarsi per l'eliminazione delle sostanze pericolose nell'intera filiera", afferma Vittoria Polidori responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace. "Anche se l'uso di nonilfenoli etossilati nell'industria tessile e' bandito nell'Unione europea, queste sostanze pericolose continuano ad arrivare tramite canali di mercato. In un certo senso, le aziende rendono i consumatori complici inconsapevoli dell'inquinamento delle risorse idriche", conclude Polidori. Si stima che ogni anno nelle acque europee vengono sversate da ignari consumatori tonnellate di prodotti nocivi. Considerate le dimensioni del problema, Greenpeace invita le aziende del settore ad accogliere la sfida "Detox".


  
Pubblicato da Redazione Blumine il 22/03/2012
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