Sustainability-Lab News > Novamont riconverte il petrolchimico di Porto Torres in bioraffineria integrata

 

Novamont riconverte il petrolchimico di Porto Torres in bioraffineria integrata
Pubblicato da Aurora Magni il 10/11/2012 - 0 commenti - visualizzazioni: 4740
  Voto    

 A Ecomondo, la fiera internazionale dello sviluppo sostenibile svoltasi a Rimini dal 7 all’8 novembre, Novamont ha presentato il proprio piano strategico per la chimica verde. Il progetto  prevede la riconversione dei siti industriali dismessi di Porto Torres in bioraffinerie di terza generazione e si regge sull’integrazione tra agricoltura, chimica, industria e ricerca.

Sul suolo sardo, Matrìca, la joint-venture Novamont-Versalis, è impegnata nella costruzione di sette impianti entro il 2016 attraverso  fasi industriali per la produzione di intermedi chimici quali monomeri, additivi per lubrificanti, elastomeri e polimeri biodegradabili ottenuti da materie prime rinnovabili (oli vegetali e scarti agricoli) derivate da aridocolture autoctone a basso input (senza acqua irrigua, fertilizzanti e pesticidi) su terreni non utilizzabili per produrre alimenti. Un investimento complessivo di oltre 500 milioni di euro che ripartendo dalla ricchezza delle risorse del territorio e dalla vocazione agricola locale porterà lavoro e crescita in una Regione gravemente toccata dalla crisi e dalla disoccupazione.

Lo scorso gennaio 2012 Novamont, attraverso la controllata Materbiotech, ha rilevato l’impianto BioItalia di Adria, in forte crisi dal 2006 e, in partnership con la statunitense Genomatica, ha avviato la riconversione del sito per produrre su scala industriale bio-butandiolo, un intermedio chimico sinora ottenuto solo da fonti fossili, scarsamente disponibile rispetto alla domanda e caratterizzato da una vasta gamma di applicazioni che vanno dai tessuti elasticizzati ai device elettronici alle plastiche per la componentistica dell’auto, etc.

Il bio-butandiolo sarà prodotto da fonti rinnovabili attraverso un processo di fermentazione degli scarti di produzioni agricole reso possibile da microrganismi come i batteri. Con la riconversione dell’impianto di BioItalia, inoltre, Novamont ha dato avvio alla costruzione della prima fase di quella Piattaforma Biotecnologica Italiana che mira a sviluppare e applicare con maggiore velocità e focalizzazione processi biotecnologici industriali che, partendo a monte dalla filiera agricola, consentano a valle ulteriori possibilità di crescita alla chimica verde.

Il sito di Adria, che entrerà in produzione nel secondo semestre del 2013, permetterà di dare piena occupazione ai 27 dipendenti originari (17 dei quali erano in cassa integrazione) e a regime conterà su oltre 50 addetti.

“Novamont sta dimostrando che rivitalizzare un settore strategico come quello dell’industria chimica, secondo i principi della bioecomia, significa contribuire in modo determinante al rilancio del nostro sistema economico e alla creazione di valore per l’intero Paese”, ha dichiarato Catia Bastioli, Amministratore Delegato di Novamont. La capacità occupazionale del sito, una volta a regime sarà di 600 addetti senza contare l’indotto generato dalla nuova filiera integrata.

 


  
Pubblicato da Aurora Magni il 10/11/2012
Archiviato sotto fatti/attualità
Tags

Commenti
Bisogna effettuare il login per poter lasciare un commento.

Attenzione: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L’autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, nè del contenuto dei siti linkati. Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog sono tratti da internet e, pertanto, considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi.
    
Rss Rss
Archivio blog