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Presentato da Segrè il «libro nero» sugli sprechi
Pubblicato da Redazione Blumine il 30/10/2010 - 0 commenti - visualizzazioni: 3396
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 Ogni anno in Italia si perde una quantità che potrebbe soddisfare i fabbisogni alimentari per l’intero anno di tre quarti della popolazione italiana, vale a dire 44.472914 abitanti. Potremmo dire che l’Italia perde lungo la filiera tanto cibo tanto quanto quello che ogni anno consuma un paese come la Spagna.Nel mirino del «Libro nero» di  Andrea Segrè, l’ideatore di Last minute market finiscono i 600 ipermercati italiani che ogni giorno buttano via 250 chili di cibo «solo per motivi estetici». Secondo lo studio, inoltre, ogni italiano ha disposizione circa 3.700 calorie di cibo al giorno, quando le stime della Fao ne indicano come sufficienti 1.800-2.200. Numeri che spieghebbero come il 67% degli uomini sia sovrappeso così come il 55% delle donne e un terzo dei bambini tra i 6 e gli 11 anni.

 “Meno spreco più ecologia uguale sufficienza -spiega Andrea Segrè- Dobbiamo sprecare di meno, abbandonare l’imperativo dell’abbondanza per raggiungere la sufficienza, un principio razionale dal punto di vista personale, organizzativo ed ecologico. Un principio anche etico e, se applicato ovunque, equo, solidale e sostenibile. Dobbiamo consumare più consapevolmente e responsabilmente”.

Dalla consapevolezza che lo spreco alimentare abbia ripercussioni a 360 gradi su ambiente, economia, salute e dalla necessità che questa consapevolezza sia prima possibile condivisa dai cittadini italiani, europei e dagli abitanti del pianeta, nasce il progetto “Un anno contro lo spreco 2010”, il primo progetto organico in Europa per indagare e spiegare lo spreco, ma soprattutto per imparare a ridurlo. Il progetto è un articolato cartellone di iniziative che ha trovato  il suo clou ad ottobre 2010 in diverse città italiane  ideato da Andrea Segrè sulla base dei sorprendenti riscontri conseguiti dal progetto Last minute market, promosso dall’ Università di Bologna - Facoltà di Agraria in sinergia con lo spin-off Last minute market e con la Conferenza dei presidi delle Facoltà italiane di Agraria.  Obiettivo della mobilitazione è la riduzione di almeno il 50% della quantità di sprechi alimentari lungo tutto la filiera alimentare, attraverso il coinvolgimento di tutti gli stakeholders coinvolti nella filiera alimentare (“from farm to fork” ossia agricoltori, sistema distributivo e di commercializzazione), nonché la riduzione, entro il 2025, di almeno il 50% degli sprechi alimentari a livello globale come elemento imprescindibile delle politiche agro-alimentari, sia dei Paesi sviluppati che dei Paesi in via di sviluppo.


  
Pubblicato da Redazione Blumine il 30/10/2010
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