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Priorità: acqua e difesa del suolo
Pubblicato da Redazione Blumine il 01/08/2010 - 0 commenti - visualizzazioni: 3184
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All’ Assemblea Generale di EURATEX il 10 giugno 2010,  Peder Michael Pruzan-Jorgensen della BSR -Business for Social Responsibility-  l’associazione che  aggrega 250 imprese internazionali tra cui Levis Strauss, Timberland, Ikea, Marks and Spencer, Nike .., ha tenuto una conferenza dal titolo Sustainability in the European Apparel and Textile Industry.

 In sintesi riportiamo alcuni dei dati citati più significativi.

Noi non possiamo sostenere l’attuale livello di crescita economica ha dichiarato il relatore:

 

  • La popolazione mondiale aumenterà da 6 a 9 miliardi nel 2050;  la classe media (da cui è ovvio aspettarsi crescenti capacità di consumo) passerà dalle 430 milioni di persone nel 2000 a 1.15 miliardi nel 2030. Inoltre la middle class  tenderà a  concentrarsi in India e Cina.
  • Un piccolo gruppo di paesi al mondo (meno di 10) possiede il 60% delle risorse d’acqua mondiali, tra i vari effetti provocati da questo squilibrio occorre considerare le conseguenze che la scarsità d’acqua avrà sulla produzione di cotone (meno acqua meno cotone). In ogni caso le imprese e i cittadini si contenderanno  l’acqua che diventerà, per scarsità ed incremento di valore, il futuro petrolio.

 

Per contrastare questa situazione le imprese (e la società nel suo insieme) devono:

  • Purificare/depurare  aria ed acqua
  • Regolamentare l’uso delle risorse idriche
  • Ridurre le sostanze tossiche dai rifiuti e accelerare i processi di decomposizione e biodegradabilità
  • Incrementare e difendere la fertilità del suolo
  • Sviluppare le aree ad uso agricolo e la vegetazione naturale
  • Controllare  l’uso di pesticidi in agricoltura
  • Difendere la biodiversità (al riguardo si ricorda che il 2010 è Anno Internazionale della biodiversità).

Per ridurre l’impatto ambientale delle produzioni e dei consumi è necessario intervenire sul ciclo di vita dei prodotti individuando le singole fasi in cui la produzione/modificazione dei materiali comporta emissione di reflui , scarti ed elevato consumo energetico ed intervenendo su ognuna anche con modesti accorgimenti migliorativi. Un approccio che deve basarsi sulla stretta collaborazione tra designers, produttori, consumatori.


  
Pubblicato da Redazione Blumine il 01/08/2010
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