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Quando a produrre mascherine sono i produttori di tecnologie
Pubblicato da Aurora Magni il 12/06/2020 - 0 commenti - visualizzazioni: 231
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In un’intervista rilasciata a InnovationinTextile Johan Berlin, CEO della svedese Investkonsult, società che  commercializza macchine tessile e svolge consulenze assicurative sui impianti produttivi in diverse parti del mondo, dichiarava che le tecnologie disponibili a livello globale per produrre il TNT meltblown necessario alla produzione di mascherine per far fronte ad una seconda ondata di coronavirus sono insufficienti e quelle che ci sono non sono in Europa.

Siamo andati quindi a vedere cosa accade in Italia su questo fronte scoprendo che in questi mesi le imprese del meccanotessile non sono state ferme.

Iniziamo con la TEXMA di Fino Mornasco (Como) che ha modificato gli impianti tradizionali trasformandoli in macchine per produrre mascherine. Un’operazione che ha coinvolto altre aziende del territorio che hanno contribuito costruendo le parti necessarie alla nuova tecnologia. La nuova macchina può produrre 100 mascherine al minuto e far fronte alla domanda crescente sia concretamente di mascherine che di macchine in grado di produrle.

Nell’intervista rilasciata  a RaiNews l’11 giugno scorso. i titolari forniscono anche preziose considerazioni sui costi di produzione e sul prezzo della singola mascherina. Il costo per l’azienda è di circa 17 centesimi a mascherina e considerando il prezzo imposto dal governo (50 cent) vi sono margini per rientrare negli investimenti. Questo se la Cina non attua politiche di ribasso dei prezzi sulle mascherine esportate verso l’Italia. E’ pertanto importante difendere i prodotti italiani non per una sorta di nazionalismo fuori luogo ma per essere autosufficienti in caso di crescita della domanda e per tutelare posti di lavoro e attività delle nostre imprese.

La pavese COMEZ è un'azienda leader nella tecnologia delle macchine per la produzione di tessuti stretti (pizzi, nastri, bande) destinati alla moda, alla passamaneria  ai  tessili tecnici.

Fin dall’inizio dell’emergenza ha sviluppato una speciale configurazione delle macchine elettroniche per consentire la produzione di mascherine.

Il prodotto finito richiede solo taglio e plissettatura per completare la confezione. Un’altra soluzione sviluppata da COMEZ per produrre mascherine protettive, consiste nell’ inserire gli elastici su un tessuto in TNT che viene elasticizzato direttamente sulla macchina.

Esperienza simile per bierrebi Italia, che raccogliendo le richieste di DPI, ha saputo adattare una delle sue macchine per il taglio di tnt per velocizzare la produzione. E infine Ramina che ha potenziato l’impianto Leonardo.1 per la produzione 24h al giorno di TNT meltblown.

Ma non è tutto. Sul sito di ACIMIT, l’associazione che raggruppa i produttori di tecnologie tessili, è possibile accedere ad un file in cui sono indicati i nomi e le tecnologie sviluppate per produrre mascherine da 19 aziende associate (ma l’elenco è in continuo aggiornamento).

 


  
Pubblicato da Aurora Magni il 12/06/2020
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