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Quanto costerà il Covid 19 all’industria della moda?
Pubblicato da Aurora Magni il 09/04/2020 - 0 commenti - visualizzazioni: 421
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 Si comincia a fare i conti e il risultato non è bello. Secondo Euratex, la confederazione europea delle imprese tessili, l’80% delle aziende interpellate sta già riducendo il personale, più della metà si aspetta un calo delle vendite e della produzione di oltre il 50% per cento, mentre 1 impresa su 4 sta  valutando la possibilità di chiudere le attività. La quasi totalità del campione intervistato dichiara inoltre criticità finanziarie. La chiusura delle fabbriche e dei punti vendita, il blocco delle forniture, il blocco dei consumi nella PA, la sospensione dei pagamenti disegnano uno scenario più che inquietante e poco conforta l’aumento delle vendite on line.

Si ricorda inoltre che a seguito delle politiche dei dazi e della Brexit già nel 2019 il tessile moda europeo aveva registrato del tasso di occupazione (-2%)' mentre l’evoluzione del fatturato era diventata per la prima volta negativa dal 2012-2013 con una battuta d'arresto del -2% per i tessili, e un -1,3% per l'abbigliamento, rispetto al 2018. (fonte: https://euratex.eu/press-release/covid-19-may-cause-important-drop-in-sales-and-production/)

Ma i problemi non riguardano solo la filiera europea.

L'ILO -Organizzazione internazionale del lavoro- nel rapporto ‘ILO Monitor : Covid-19 e World of Work’  ha descritto  la pandemia come 'la peggiore

crisi globale dalla seconda guerra mondiale" e stima che i suoi effetti continui potrebbero significare la perdita di lavoro per 195 milioni di lavoratori entro il secondo trimestre dell'anno. Secondo lo studio quattro persone su cinque nella forza lavoro globale di 3,3 miliardi dovranno affrontare chiusure temporanee o permanenti a causa dell'impatto del coronavirus con danni economico enormi, ma anche sociali con effetti immediati su istruzione,  salute umana e  welfare. I settori produttivi più colpiti saranno industria, distribuzione al dettaglio, turismo e agricoltura. 

Una situazione che coinvolge tutti i paesi del mondo sottolinea il rapporto ma naturalmente pesa maggiormente su quelli più poveri e già esposti agli effetti devastanti di guerre e cambiamenti climatici. (fonte: www.ilo.org).

In questo scenario si inserisce la denuncia lanciata dal Worker Rights Consortium , dal   Penn State Center for Global Worker’s Rights e da  Clean Clothes Campaign sugli effetti del covid 19 sulla supply chain globale della moda  la cui sopravvivenza è a rischio a causa della sospensioni degli ordini e dei pagamenti. All’appello lanciato dalle ONG hanno risposto alcuni brand che si sono impegnati a non abbandonare la filiera produttiva in questo momento così difficile: H&M, PVH Corp (Tommy Hilfiger e Calvin Klein) e Inditex (Zara, Target).

 

 


  
Pubblicato da Aurora Magni il 09/04/2020
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