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Quanto valgono le fibre naturali?
Pubblicato da Aurora Magni il 19/09/2019 - 0 commenti - visualizzazioni: 459
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Per saperlo è utile leggere il rapporto del dr. Terry Townsend pubblicato da DNFI - Discover Natural Fibre Initiative- in collaborazione con la FAO l’8 agosto scorso. Vi sintetizziamo i dati più significativi.

Negli ultimi dieci anni, la produzione mondiale di fibre naturali ha registrato oscillazioni tra i 28 e i  35 milioni di tonnellate, causate da instabilità metereologiche (inondazioni, siccità, cambiamenti imprevedibili del clima). Nel 2018 la produzione mondiale di fibre naturali si è attestata sui 32 milioni di tonnellate (con aumento di un milione di tonn sul 2017). Il cotone, con oltre 26 milioni di tonn. rappresenta l’81% delle naturali seguito da Iuta e Kenef/iuta (7,8 %) e dalla lana (3,4%).

 

FIBRA

volumi

Cotone

26.052

Abaca-Sisal e altre

859

Canapa-ramiè-lino

480

Iuta-Kenaf e fibre affini

2.500

Coir

970

Lana

1.080

Altre fibre animali

195

Totale fibre

32.000

(Dati in migliaia)

 

La produzione mondiale di abbigliamento e fibre tessili ha raggiunto 110 milioni di tonnellate nel 2018 e le fibre naturali hanno rappresentato il 29% del totale. Rappresentavano però il 41% nel 2008: la crescita della fibre man made è infatti inarrestabile.

Per quanto riguarda le man made si afferma il ruolo dominante del poliestere che rappresenta circa il 70% della produzione mondiale di fibre sintetiche. Tra il 2008 e il 2018, la produzione di filamenti sintetici è quasi raddoppiata, passando da 26 milioni di tonnellate a 50 milioni. Nello stesso periodo, la produzione di fibre sintetiche è passata da 15 milioni di tonn a 22 milioni.

Le fibre cellulosiche sono invece quotate al 6% delle fibre complessive.

Il valore agricolo della produzione mondiale di fibre naturali nel 2018 è stimato in  60 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai  40 miliardi  registrati nel 2017. Nel 2018 i prezzi del cotone sono stati al di sopra della media degli ultimi anni poiché il governo cinese ha trattenuto le forniture dal mercato attraverso la gestione di una riserva statale. Prezzi record anche per la lana  a causa del calo del numero di pecore per problemi di siccità nell'emisfero australe.

Le fibre naturali creano lavoro e benessere nelle aree povere del mondo

Non è facile quantificare gli effetti delle lavorazione delle fibre naturali, ed in particolare del cotone sulla popolazione. Il tasso di occupazione è difficile da stimare perché nelle lavorazioni agricole e nella raccolta vengono coinvolti nuclei famigliari che non hanno spesso un impiego continuativo e il numero dei lavoratori  può quindi variare in modo rilevante. Le statistiche governative disponibili inoltre non sempre distinguono gli occupati per tipologia di prodotti coltivato. Non è inoltre reso noto il numero di bambini impegnati nelle attività.

Malgrado ciò  DNFI stima che in tutto il mondo siano coinvolte nella produzione di fibre naturali circa 60 milioni di famiglie e che l'occupazione totale, compresa quella a tempo pieno per tutto l'anno e quella a tempo parziale o stagionale, riguardi circa 300 milioni di persone, che rappresentano circa il 4% della popolazione mondiale .

 

Totale

60 milioni

fibre

n. famiglie coinvolte (milioni)

cotone

45

Iuta

6

Lana

5

Coir

1

Seta

0.3

Ramiè

0.1

Sisal

0.1

Altri

0.5

Guadagni / Famiglia: 2018

Lana

$ 3000

cotone

$ 1000

Iuta

$ 200

   

I guadagni per famiglia variano sostanzialmente tra settori e regioni. Un piccolo titolare in Bangladesh può guadagnare  $ 50 all'anno dalla produzione di iuta, oltre alla produzione di colture alimentari e prodotti animali in un sistema agricolo integrato. Al contrario, una grande azienda agricola di cotone meccanizzata in Brasile o un allevatore di pecore merinos in Australia può incassare $ 50 milioni all'anno. 

La produzione di fibre rappresenta un vantaggio potenziale per gli agricoltori. Data la scarsa deperibilità possono essere immagazzinate e trasportate senza perdita di caratteristiche qualitative, alcune fibre si prestano ad essere coltivate in aree aride o molto umide[1] altrimenti poco sfruttabili per colture alimentari. Già nel 2009, anno internazionale delle fibre naturali, Fao sottolinea l’importanza di questa economia  nel contrasto alla povertà e nella diffusione di benessere in aree del mondo economicamente fragili. In molte regioni inoltre le fibre naturali sono le uniche attività economiche disponibili a fornire reddito a milioni di persone.  Le fibre naturali sono quasi sempre coltivate in rotazione con colture alimentari o forniscono cibo come sottoprodotti. Spesso fungono da garanzia per prestiti erogati agli agricoltori nei paesi in via di sviluppo, consentendo di acquistare fertilizzanti, insetticidi e semi per colture alimentari che altrimenti non sarebbero disponibili. 

 

Si ringrazia Romano Bonadei per averci segnalato questo studio

[1] E’ il caso della coltivazione della jiuta in India e Bangladesh

 


  
Pubblicato da Aurora Magni il 19/09/2019
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