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Rifiuti, ancora l'Italia non è in regola
Pubblicato da Redazione Blumine il 12/10/2010 - 0 commenti - visualizzazioni: 3026
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A tre anni dalla sentenza di condanna emessa dalla Corte di giustizia europea nei confronti dell'Italia per non aver definito i piani di gestione dei rifiuti in alcune regioni e province, alcune aree non risultano ancora in regola e tra queste la regione Lazio.

L'Italia si era impegnata ad adottare un nuovo piano di gestione generale dei rifiuti entro la fine del 2009, ma si sono verificati notevoli ritardi e le procedure di adozione per il piano non sono state ancora completate. La Commissione ha deciso di inviare all'Italia una seconda lettera di messa in mora, ai sensi dell'articolo 260 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Qualora le autorità italiane non intraprendessero le azioni necessarie, la Commissione potrà decidere di adire di nuovo la Corte nei confronti dell'Italia per chiedere che sia condannata a sanzioni pecuniarie. 

  La direttiva quadro sui rifiuti (2006/12/CE) è il documento principale dell'UE sui rifiuti e  codifica i  principi basilari sulla gestione dei rifiuti, come ad esempio il principio delle responsabilità  o quello della "gerarchia dei rifiuti" e i  piani di gestione rappresentano uno strumento essenziale per garantire che venga istituita una solida rete di gestione sul territorio degli Stati membri.  I piani riguardano vari aspetti della gestione degli scarti come la tipologia, la quantità e la selezione dei materiali da recuperare, le modalità di  smaltimento e della raccolta.


  
Pubblicato da Redazione Blumine il 12/10/2010
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