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Sviluppi della seta in campo biomedicale
Pubblicato da Aurora Magni il 13/12/2017 - 0 commenti - visualizzazioni: 1931
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La seta è una proteina dall’ elevato peso molecolare con struttura cristallina ordinata che in forma di fibra appare  regolare, liscia e particolarmente resistente, caratteristiche che hanno permesso il suo utilizzo in contesti medicali, ad esempio come filo di sutura. Molte sperimentazioni sono state avviate negli ultimi anni: con la rigenerazione della fibroina è infatti possibile realizzare spugne, gel, film che si prestano ad ospitare la crescita di specifiche linee cellulari o ad essere direttamente impiantati per la terapie rigenerativa (protesi vascolari, per la rigenerazione dei tendini, della retina,  patch per la riparazione della cute lesa). In forma di microsfere la fibroina si presta  per il rilascio controllato di farmaci o di principi attivi.

Ricerche in questa direzione sono svolte dalla Tufts University School of Engineering in Massachusetts (USA) e dalla University of Nottingham (UK), che ha sviluppato un progetto per la produzione di  seta di ragno con proprietà antibiotiche ottenuta da batteri E. coli. Sperimentazioni in corso anche presso il NanoTech Institute dell’Università del Texas a Dallas (USA) per la realizzazione di muscoli artificiali  e in Australia (University of New South Wales) per la rigenerazione del periostio, la membrana che riveste il tessuto osseo.

In Italia si distingue in questo campo Silk Biomaterials, azienda sita presso l’Incubatore certificato di ComoNeXt e che ha già ricevuto importanti riconoscimenti per aver sviluppato una nuova tecnologia che permette di unire elementi micro e nano-fibrosi in seta che verranno utilizzati per la creazione di dispositivi medici impiantabili per la medicina rigenerativa. In particolare la start up sta lavorando allo sviluppo di un dispositivo medico impiantabile impiegabile nella riparazione e nella rigenerazione di vasi sanguigni di piccolo calibro (coronarie, vasi periferici) e nervi periferici. 

Sotto: una slide tratta da una conferenza di Silk Biomaterials


  
Pubblicato da Aurora Magni il 13/12/2017
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