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Tessuti a maglia che parlano di rispetto ambientale e impegno sociale. Il Maglificio Ripa
Pubblicato da Aurora Magni il 27/07/2016 - 0 commenti - visualizzazioni: 2821
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La prima impressione che si ha parlando con Luca Bianco, amministratore unico del Maglificio Ripa, è quella di una persona capace di abbinare pensieri visionari e coraggiosi ad una buona dose di pragmatismo. Dote necessaria quando si è a capo di un’azienda tessile che deve ogni giorno misurarsi con le turbolenze del mondo della moda ma non vuole rinunciare a sperimentare una propria idea di sviluppo sostenibile.

Produciamo tessuti per intimo, sport e costumi da bagno. Un’attività iniziata negli anni 50, quando mio suocero diede vita alla sua avventura imprenditoriale con una piccola azienda che allora si chiamava Atis.–ci racconta- Guardando i campionari di quegli anni viene spontaneo riflettere sul ruolo che piccole tessiture e maglifici come il nostro hanno avuto nel modificare  la moda e un po’ anche gli stili di vita delle generazioni del boom economico. Erano anni in cui si osavano disegni e colori vivaci nella calzetteria e nell’intimo, si accorciavano le gonne e le vacanze al mare e sui laghi erano finalmente alla portata di tutti. Perché l’industria tessile è anche e soprattutto un’industria culturale, capace di  trasmettere valori.  Come l’idea che si possa produrre e consumare rispettando l’ambiente. Un messaggio che cerchiamo di concretizzare nei nostri prodotti e nel modo in cui li realizziamo”.

L’attività di Maglificio Ripa inizia proprio con la progettazione dei tessuti sviluppata da un team di disegnatori e tecnici sempre attenti ai trend di mercato ma anche alle innovazioni in termini dei materiali e dei processi. Il risultato del loro lavoro è  visibile nei cromatismi, nelle fantasie dei tessuti stampati e jacquard, ma anche nello sviluppo di prodotti innovativi pensati per  il benessere e il confort.

“L’abbigliamento a diretto contatto con la pelle deve essere leggero, piacevole al tatto ma anche sicuro, privo di sostanze chimiche pericolose e per questo da 20 anni Maglificio Ripa è certificato Oekotex che monitorizza l’uso di sostanze chimiche pericolose. Nella scelta dei materiali e nella definizione dei trattamenti tintoriali la sicurezza chimica è una priorità. Ma siamo andati oltre. La conoscenza delle performance di materiali come il polipropilene, fibra  naturalmente anallergica e batteriostatica, e di particolari trattamenti di finissaggi che utilizzano anche la tecnologia al plasma, ci ha permesso di realizzare un tessuto che può essere uno straordinario alleato nella cura di dermatiti, nella gestione di protesi e ingessature. Un progetto di cui siamo molto fieri.”

Maglificio Ripa ha acquisito una certa fama per la sua decisione di sottoscrivere l’impegno Detox che prevede l’eliminazione di 11 classi di sostanze chimiche dai processi e dai prodotti. Una decisione che corona un lungo impegno condotto dall’azienda sul fronte della sostenibilità.

“Chi opera nel tessile sa bene quanto i processi di lavorazione comportino dei costi ambientali significativi. Negli anni abbiamo cercato di identificarli e di porvi rimedio. Come?  Riducendo i consumi energetici e rendendo più efficace la depurazione dei reflui  della tintoria a cui affidiamo i processi di nobilitazione ma soprattutto cercando per i nostri  campionari i filati più eco-friendly. Per alcuni tessuti chiave della nostra collezione utilizziamo ad esempio filati Roica Colour Perfect  provenienti per più del 50% da materie prime riciclate e i filati green Evo e Q-Nova. Il primo è innovativo, altamente performante ed ecologico, costituito al 100% da semi di ricino di derivazione biologica, adatto a qualsiasi applicazione tessile in particolare al settore dello sportswear per le sue specifiche caratteristiche. E’ ultra-leggero, super stretch e altamente traspirante, si asciuga velocemente e non si stira e ha proprietà termiche e batteriostatiche naturali. Evo utilizza semi di ricino coltivato in zone aride non destinate all’agricoltura quindi non ha alcuna ripercussione sulla catena alimentare umana e animale, a differenza di molti altri polimeri bio-based che utilizzano prodotti naturali destinati al settore agroalimentale. Q-Nova invece è l’innovativa fibra in Nylon 6.6 prodotta con il 99% di materie prime riciclate. L’ultimo nato della nostra produzione è Deep, un tessuto realizzato con materiale second life al 90%. Deep è il frutto di un lavoro di ricerca non semplice perchè è assai difficile riciclare gli elastomeri ma noi siamo riusciti a trovare un filato con questa caratteristica green. Quello del riciclo dei materiali è un tema ricorrente nella nostra filosofia aziendale e sono contento di poter dire che oggi ricicliamo il 100% dei rifiuti industriali”.

Ma perché sottoscrivere Detox? “Spingere l’acceleratore sulla sicurezza chimica è un dovere di cui tutti i sistemi industriali devono farsi carico e il tessile non deve certo essere da meno, anzi. Nella scommessa che si possano fare bei tessuti innovativi senza danneggiare la vita delle persone e l’ambiente vedo concretizzarsi la mia idea di sviluppo industriale, uno sviluppo che deve gestire con responsabilità e cautela il rapporto con la natura. Sappiamo che non sarà sempre facile trovare alternative chimicamente sicure e in grado di garantire gli effetti estetici e prestazionali che la moda e gli utilizzatori di abbigliamento sportivo ci chiedono ma è un obiettivo che ci appassiona e siamo ben intenzionati a proseguire su questa strada.”

Un’altra sfida, forse meno pubblicizzata riguarda il mantenimento della filiera di Maglificio Ripa interamente in Italia.

Per Maglificio Ripa il Made in Italy è una cosa seria che non si può limitare a una frase su un’etichetta. Significa tracciare la propria supply chain, scegliere la qualità sul prezzo, premiare le competenze e le produzioni locali,  In un momento storico caratterizzato dalla massificazione e dalla banalizzazione dei prodotti in genere, il fatto in Italia rappresenta una scelta incontrovertibile e premiante”.

Ma Maglificio Ripa è anche un’azienda  impegnata socialmente.

Proviamo  a fare la nostra parte per risolvere qualche problema nel limite delle nostre possibilità. E’ una cosa bella e fa parte dei nostro modo di essere impresa. Circa 8 anni fa abbiamo avviato una struttura di microcredito per famiglie di contadini del Togo ed oggi quell’idea è  un’organizzazione ormai indipendente che aiuta 250 famiglie di contadini a tirare avanti con dignità. L’ultima iniziativa intrapresa insieme ad altre aziende cremonesi tocca un tema  di drammatica  attualità: la violenza sulle donne. Il progetto è partito dalla società Pallacanestro Crema che per sostenere un’associazione che offre assistenza e ricovero a donne vittime di violenza si è inventata una modalità sportiva. Ogni canestro fatto dai ragazzi della squadra di basket di Crema durante il campionato è premiato con una donazione di 10 euro e poiché i nostri atleti sono in gamba siamo sicuri che la cifra raggiunta potrà contribuire a sostenere le azioni contro la violenza che l’associazione svolge. Il nome del progetto? Schiacciamo la violenza,  un canestro per lei ”.


  
Pubblicato da Aurora Magni il 27/07/2016
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