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Tingere il jeans con i grandi vini toscani
Pubblicato da Aurora Magni il 20/02/2015 - 1 commento - visualizzazioni: 2753
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C’è un filo sottile che collega il tessile al food e  Mauro Cianti, Ceo Don the Fuller, produttore di jeans di alta gamma,  sembra averlo ben delineato. In collaborazione con il blogger di enogastronomia e lifestyle Federico Minghi, sta progettando un nuovo capo con un lavaggio ecologico ed innovativo ai Grandi vini rossi toscani. Tra i rossi selezionati Chianti,  Brunello di Montalcino e Nobile di Montepulciano, tra le ipotesi anche l’utilizzo dei grandi vini di  Bolgheri, (Rosso, Rosso superiore, Sassicaia e Rosato). Un’innovazione che, come nel caso dei tessuti realizzati con telai del Novecento già messo in atto dall’azienda, guarda al passato: già nel Trecento si utilizzavano coloranti organici e naturali come l'indaco per il blu o lo zafferano per il rosso. I primi esemplari di jeans lavati al vino saranno pronti per l’inizio della prossima stagione estiva.  “L’italianità che piace al mondo è quella che sintetizza creatività, innovazione e sperimentazione”,
afferma Mauro Cianti, Ceo Don the Fuller, “ed in questo caso due mondi che sembrano così distanti in realtà sono accomunati dal denominatore del buonvivere italiano".
“Il buono e il bello devono andare di pari passo” aggiunge Federico Minghi blogger di enogastronomia e lifestyle, soprannominato il -vignaiolo creativo-  “la ricerca e lo sviluppo dei sensi e delle sensazioni sono un denominatore comune che va promosso e questa idea colpisce nel segno e guarda al futuro. La  capacita' di sperimentare e fare ricerca e' un ' assoluta unicità del popolo italiano che tutto il mondo ama e che ha garantito ad un territorio piccolo piccolo come l'Italia, di essere tra i primi paesi industrializzati”.

Sicuramente la sostituzione di coloranti con un materiale biodegradabile come il vino è un approccio interessante. Ci restano un paio di domande: avranno le tinture al vino una buona solidità o l’eventuale perdita di tono fa parte della fascinazione del prodotto?

Saranno privilegiati scarti di produzione vinicola? Per quanto sia una nobile causa ci sembra un peccato sottrarre vini di così alto pregio alla degustazione.


  
Pubblicato da Aurora Magni il 20/02/2015
Archiviato sotto studi/ricerche
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Commenti
Da STEFANO PANCONESI il 21/02/2015 15.09
sono perfettamente d'accordo con Aurora, con la mia esperienza trentennale nelle tinture naturali, ne ho visti passare tanti di articoli di abbigliamento tinti con i VINI ITALIANI, poi finiti nel nulla … come mai ?
sicuramente le solidità sono quelle che sono, ed il vino sui pantaloni … macchia
gli antociani sono sicuramente estratti tintori dalle uve ma più idonei per l'industria liquoristica, dolciaria, ecc..
per rendere migliore il risultato qualcuno poi usava…
grazie
Stefano Panconesi

Dr. Stefano Panconesi


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