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"We want sex"… and sustainability!
Pubblicato da Fabio Guenza il 23/12/2010 - 1 commento - visualizzazioni: 3140
  Voto    

Ho visto il film “We want sex” (Made in Dagenham). Mi è piaciuto.
Ma non è degli aspetti artistici che voglio parlare qui, anche se il film è ben fatto: ben recitato, gradevole, divertente e a tratti commovente.
Vorrei invece soffermarmi sulla storia (vera) che racconta, cioè della lotta delle operaie specializzate dello stabilimento inglese della Ford di Dagenham per la parità di trattamento sul lavoro. Donne che decisero di andare fino in fondo nonostante lo spettro della delocalizzazione venisse agitato loro davanti per tentare di mantenere lo status quo. E vinsero, nonostante le difficoltà economiche che le loro agitazioni causavano alle proprie famiglie e a quelle dei colleghi uomini.
Che differenza c’è tra le sarte della Ford del 1968 e quelle, per esempio, di Omsa del 2010? Perché le prime hanno vinto e le seconde perso? Cos’è successo nel frattempo? Perché la storia economica e sociale ha preso questa piega? Quali le responsabilità delle imprese, dei governi e dei lavoratori e dei loro rappresentanti? Oggi esistono altri modi per risolvere questo genere di conflitti tra stakeholder?
Il film forse non risponde a queste domande, ma certo le introduce.
Dopo le vacanze sarà disponibile su sustainabilty-lab una nuova funzionalità per i dibattiti (sul modello di quella ampiamente utilizzata dalla rivista The Economist). Proposta: vogliamo provare a discuterne insieme? Compito per le vacanze: guardarsi il film!


  
Pubblicato da Fabio Guenza il 23/12/2010
Archiviato sotto hanno detto/scritto...

Commenti
Da Marco Ricchetti il 30/12/2010 01.39
W il dibattito! Cominciamo la caccia a chi possa sostenere in modo adeguato una tesi sulla delocaizzazione e ad un discussant di opinione opposta. Sono graditi suggerimenti!

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